eLearning

Competenze digitali per la formazione

Ho il piacere di riportare qui un’intervista di Lucia Rosati, una formatrice ed esperta instructional designer, a proposito del complesso set di competenze digitali che oggi sono richieste a chi vuole inserirsi nel mondo della formazione.

Ciao Lucia, puoi dirci qualcosa di te e del tuo lavoro?

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Lucia Rosati, CEO di Rosatinet, Gubbio (PU)

“Mi chiamo Lucia Rosati, mi occupo di formazione dal 2004 coltivando da sempre una forte passione per il digitale. Sono progettista, docente e instructional designer. Lavoro su tutto il territorio nazionale, sia con la mia società Rosatinet, che collaborando con altre organizzazioni”.

Come è cambiato il formatore negli ultimi anni, quali competenze sono richieste a chi fa questa professione?

“Innanzitutto, a mio avviso, il passaggio consapevole al digitale non è più un’opzione ma è indispensabile e necessario praticamente in tutti gli ambiti. Nel nostro lavoro diventa fondamentale ed imprescindibile.

Pensiamo al mondo delle aziende, ad esempio, come possiamo intervenire in processi di trasformazione e ridefinizione di sensi e significati, senza essere consapevoli di quello che la tecnologia  sta offrendo e di come lo stesso digitale ha trasformato e sta trasformando le vite delle persone? Ma anche in altri contesti di apprendimento, il digitale, se utilizzato bene, può essere strumento per avvicinarsi alle persone, per favorire davvero processi di apprendimento ed abbattere molte barriere. Come a scuola. Ma non solo.

È indispensabile, quindi, essere innanzitutto consapevoli dei mutamenti e del loto impatto sui vari contesti, ma è allo stesso tempo fondamentale acquisire e sviluppare competenze specifiche“.

Quindi formazione e digitale non più come opzione ma come prassi consapevole del formatore, giusto?

“Esattamente. Il che non significa che dobbiamo tutti essere esperti di digital learning od improvvisarci informatici. Ma, semplicemente, che è importante capire quando e come introdurre il digitale nelle nostre attività quotidiane”.

Concretamente in cosa si traduce tutto questo? E’ necessario che i formatori apprendano tutta una serie di nuovi strumenti da utilizzare prima, durante e dopo l’aula?

“Più che di strumenti, preferisco parlare di apprendere nuovi approcci. In un periodo di forti mutamenti come quello in cui viviamo, gli strumenti si evolvono e trasformano continuamente. È importante, certo, conoscere i principali, ma, soprattutto è fondamentale sviluppare un’ approccio “funzionale” all’ uso dei singoli tool. Il focus, a mio avviso, non è sulla tecnologia, ma sulla metodologia. Domandarsi, in ogni momento, se quello specifico strumento può davvero essere utile all’ interno di un processo di apprendimento. E, soprattutto, in che modo”.

Per saperne di più: www.formediaconsulting.it

Quindi strumenti dedicati per specifiche attività. Quali sono quelli secondo de indispensabili?

“Nell’ ottica di una schematizzazione ho provato a ricondurre le attività del formatore in 5 macro aree di competenza. Sulla base della mia esperienza quotidiana. Un modello suddiviso in 5 C, per ognuna delle quali ho identificato alcuni possibili strumenti digitali. Ovviamente si tratta di una classificazione assolutamente provvisoria ed in divenire, ma può essere utile per chi desidera iniziare ad orientarsi. Iniziamo dalla prima.

Comprendere

In questo caso mi riferisco alla capacità di comprendere e leggere i contesti, le situazioni, le dinamiche interne all’ aula e alle organizzazioni. Qualcosa che ha a che fare con l’ analisi dei fabbisogni e con la conoscenza profonda dell’ ambiente in cui si opera. Il digitale, in questo, può aiutare molto. Pensiamo agli ambienti social. Ma anche ai blog e alle varie community online.

Costruire

Mi riferisco alla progettazione di un intervento formativo in senso stretto. In termine di obiettivi, contenuti, metodologie, strumenti, tempi, ecc. In questa fase, ad esempio, può essere utile il ricorso ad ambienti e software per la creazione di mappe mentali (es. mindomo, mindmaple, freemind) che offrono una soluzione per disegnare l’ intervento formativo in modalità creativa e flessibile.

Conoscere.

In questo caso mi riferisco alla necessità di informarsi, studiare e documentarsi su un argomento specifico. La rete, infatti, è una fonte inesauribile di informazioni, notizie ed input diversi. E’ fondamentale sapersi orientare e, soprattutto, saper organizzare e archiviare le fonti. Io uso da anni Evernote ( in questo post ne parlo nel dettaglio) per archiviare, catalogare e tenere traccia delle ricerche che faccio ed organizzare così i materiali che mi servono. Molto utile, in questo senso, anche Il pulsante Pocket per Firefox consente di salvare pagine web con un semplice clic per leggerle successivamente.

Creare

La quarta c ha a che fare con un’ attività fondamentale ma spesso quasi odiata dai formatori. Si tratta, infatti, di realizzare i materiali didattici. Esistono centinaia di strumenti utili per realizzare, ad esempio, le presentazioni da utilizzare in aula. Anche in questo caso credo che sia sempre fondamentale una buona progettazione a monte ( preferibilmente con carta e penna) prima di passare all’ utilizzo del software.

Gli strumenti che utilizzo io, al momento, sono:

Comunicare

L’ ultima c è forse quella più importante e che può essere considerata trasversale a tutte le altre. Si tratta della c di comunicazione e condivisione. Anche in questo caso le piattaforme social  sono fondamentali. Per la condivisione dei materiali io uso slidehare oltre ai vari sistemi di cloud ( google drive e dropbox)”.

Molto interessante Lucia! Grazie per questi tuoi suggerimenti. E’ proprio vero che la funzione del formatore oggi si è davvero trasformata e le competenze digitali non sono solo importanti nel settore dell’e-learning, ma contraddistinguono ormai il tratto del docente 2.0, ossia del formatore che sa coinvolgere gli allievi attraverso un uso consapevole e mirato delle tecnologie. Se vorrai, torneremo su questi argomenti più in dettaglio in altre occasioni. Per adesso, ti ringrazio per questi spunti di riflessione e invito i lettori a postare i loro commenti in proposito. Grazie Lucia e torna a trovarci!

“Grazie a te Nicolò. Tornerò senz’altro sul tuo blog per rispondere alle domande dei follower di eLearningVincente. Alla prossima!”

Image Credit: Designed by Freepik

4 Comments

  1. Marianna

    17 Marzo 2018 at 11:37

    L’intervento di Lucia mi è piaciuto davvero tanto.
    Finalmente qualcuno che da più importanza al contenuto rispetto alla tecnologia!
    Oggi siamo fortunati perchè abbiamo a disposizione tanti fantastici strumenti che permettono di creare facilmente corsi, videogame, video ecc…accattivanti, interattivi e molto belli esteticamente. Ma se a monte non c’è una buona progettazione didattica e i contenuti che veicolano non sono di qualità,e perciò non producono un reale apprendimento, a cosa servono?

    1. Nicolò A. Piave

      17 Marzo 2018 at 12:48

      Certo Marianna! Quello che dice Lucia è sacrosanto, ma spesso si dimentica, perchè è facile rimanere affascinati dalle tecnologie. Specialmente nella didattica è il contenuto che conta, non il contenitore. O meglio: il contenitore fa “parte del contenuto” e quindi si integra in modo efficace esaltandolo, solo se la progettazione è fatta bene.

      1. Marianna

        21 Marzo 2018 at 16:28

        La penso proprio come te Nicolò.

    2. Lucia Rosati

      10 Maggio 2018 at 8:38

      Grazie Marianna! Il mio approccio è sempre quello del formatore. In aula e non. E non posso prescindere dagli aspetti metodologici. Troppo spesso ci lasciamo confondere dagli effetti speciali rischiando di dimenticare il valore didattico di quello che facciamo.

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