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eLearning: Cosa sai fare davvero? Usa il portfolio!

La terza delle strategie elearning vincenti, per ordine di importanza, accompagna le precedenti due in modo quasi logico e consequenziale. La prima strategia è quella del conoscere bene il committente. La seconda strategia è quella di instaurare un rapporto con l’azienda cliente quanto più trasparente possibile.

Veniamo dunque alla terza, ma prima una breve riflessione.

E’ ormai prassi nell’ambito della selezione del personale chiedere ai candidati un portfolio dei lavori già realizzati in passato, in modo da valutare il valore del candidato, la qualità delle sue esperienze e capirne in qualche modo anche lo stile. È un’ottima prassi che risolve molti problemi, anche se nel caso dei profili che abbiano a che fare con la tecnologia, quale è quello dell’Instructional Designer (ma anche del Content Developer) non sempre è facile avere portfolii di lavori realizzati molto indietro nel tempo. La tecnologia si evolve e spesso molti lavori svolti cinque o dieci anni fa sono praticamente impossibili anche da caricare “softweristicamente” parlando. Sarebbe come caricare ms-dos su una macchina di oggi… Ammesso che funzioni bene, ma che impatto visivo avrebbe? E’ evidente la necessità di aggiungere un altro elemento al complesso delle strategie elearning, per ridurre questa criticità.

Quindi nel caso di un’azienda che vuole valutare un Instructional Designer (o figura affine), è meglio soffermarsi sui lavori degli ultimi due anni al massimo, non solo valutandone intrinsecamente la qualità, ma interrogando il candidato sulle scelte operative compiute e capire se tali scelte siano maturate nel contesto di una situazione di fattiva cooperazione col management oppure siano state scelte dettate dall’alto. Vi stupirete, ma nella maggior parte dei casi sarà la seconda opzione ad emergere nel colloquio. Questo perché manca una vera cultura dell’e-learning e del project management applicato alla progettazione dei corsi online (almeno in Italia…): magari l’Instructional Designer che avete davanti avrebbe fatto tutt’altro, o avrebbe realizzato un corso di migliore qualità, se solo avesse avuto la possibilità di spiegarlo. Quindi chiedete sempre eventualmente come avrebbe realizzato il corso, o se il corso realizzato è stato soddisfacente per il vostro candidato. Domandate i punti di forza e di debolezza di ogni progetto.

Ecco il consiglio che dò a ogni giovane Instructional Designer, quando deve presentarsi in azienda per un colloquio di lavoro (si tratta di un suggerimento che costituisce di fatto la terza delle strategie elearning vincenti): presentati al committente con un portfolio dei lavori già realizzati, da utilizzare come “esempio” di quello che si potrebbe fare.

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Nella maggior parte dei casi il tuo committente (o ancor meglio la persona che lo rappresenta) non sarà un esperto e-learning e ti immaginerà come uno di quelli che fa “il web marketing … web frik frak, insomma …quella roba lì!”, e quindi non potrà avere un’idea chiara da trasmetterti. Del resto, non può certo dirti francamente che non ha la benché minima idea di ciò si debba fare. Quello che ha in mente, in buona parte dei casi, è il servizio del concorrente che ha visto su altri siti o che ha avuto modo di sperimentare e che vuole copiare tour court, con qualche aggiunta per essere più competitivo. Non si rende conto della qualità, dell’efficacia e della spesa ricollegabile al servizio che si vuole imitare. In altri casi invece, il committente ha un obiettivo preciso, ma pensa di poterlo raggiungere con l’e-learning in un modo criptico, che dimostra chiaramente che non sa di cosa sta parlando. In entrambe le situazioni, è bene circoscrivere la discussione ad un insieme di casi pratici, già realizzati, le cui caratteristiche siano descritte e visibile (magari accessibili online) mediante il tuo portfolio, che a quel punto potrebbe servire da base di negoziazione sulla definizione del progetto. Potrai in questo modo portare la discussione su un binario utile e concreto, senza divagazioni immaginifiche o chiacchiere vuote. La concretezza è una cosa sempre apprezzata in azienda. Sempre.

Image credit: Designed by Freepik

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