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eLearning Specialist Freelance: i vantaggi dell’essere un lavoratore autonomo

Quali sono i vantaggi che la vita da freelance può offrire all’eLearning Specialist?


L’attività di freelance non è facile, ma può rappresentare anche una scelta consapevolmente nen gestita e trasformarsi in una straordinaria opportunità. Ma di quali opportunità sto parlando? Vediamole subito.

La criticità più grande è – in realtà – il vantaggio più importante del freelancing: ossia la libertà, l’autonomia, l’indipendenza. Ossia la possibilità di poter decidere del proprio tempo, della propria vita, della propria clientela, di quale servizio offrire, come offrirlo, come strutturalo, come “vendersi” in pratica, senza sottostare alle regole di un sovraordinato. E’ una grande cosa, che però implica una grande responsabilità, perché tutto dipende da se stessi e da nessun altro: bisogna avere il coraggio di riconoscere a se stessi l’esito del proprio lavoro, della propria condotta professionale. Non dobbiamo necessariamente identificarci con il fatturato, ma certo anche i numeri parlano della nostra abilità professionale o almeno ci danno la spinta per capire in che direzione dobbiamo andare per migliorare. La libertà è responsabilità. E responsabilità significa essere consapevoli delle proprie scelte ogni giorno e di ciò che esse producono ogni giorno per noi.

Ecco alcuni vantaggi correlati a questa libertà, condizionata solo dal fatto che è necessario saperla gestire al meglio:

  • Avrai la possibilità di trasformare la tua passione in un lavoro. Professionalizzando ciò che sai fare meglio e individuando la nicchia di mercato opportuna, potrai monetizzare la tua passione, lavorando con minor carico emotivo. Si sa bene che chi svolge un lavoro che lo appassiona in realtà non sente le criticità tipiche del lavoro, che invece caratterizzano il lavoro dipendente;
  • Avrai la possibilità di organizzare la tua giornata come vuoi, e il tuo tempo in generale come vuoi, a patto che tu sappia farlo in modo efficiente ed efficace, altrimenti l’incapacità di gestire il tempo ti porterà solo guai;
  • avrai la possibilità di sceglierti i clienti che vorrai avere. Non hai l’obbligo di sottoscrivere un contratto con Decidi tu con chi lavorare e, se vuoi, puoi interrompere autonomamente il rapporto di collaborazione senza risponderne a nessuno;
  • avrai a disposizione maggiore variabilità, ossia potrai far leva sulla tua creatività. Uno degli aspetti più deprimenti della vita del lavoratore dipendente è l’assenza di creatività, l’assoluta routinarietà dei compiti che alla lunga rendono triste, e quasi privo di senso il lavoro, a causa dell’eccessiva ripetizione delle Un lavoro autonomo ti dà la possibilità di creare nuovi progetti, di sfidarti su campi nuovi, di approcciare al tuo lavoro in modo differente secondo metodi e procedure che tu desideri e ciò renderà sicuramente meno noioso e più interessante il lavoro di ogni giorno;
  • se sei bravo, tendenzialmente guadagnerai molto più di un lavoratore dipendente e potrai permetterti una vita di qualità.

Tutti questi vantaggi, sicuramente interessanti, sono subordinati alla capacità di saperli determinare e gestire bene, altrimenti saranno solo una chimera.

Ottenere risultati nel proprio business è anzitutto una questione di mindset, ossia di atteggiamento mentale, di attitudini e comportamenti coerenti, orientati verso un obiettivo preciso e misurabile. Ovviamente serve una strategia e un insieme di azioni da compiere, ma senza il giusto approccio mentale, i buoni propositi rimarranno solo dei buoni propositi.

Anzitutto bisogna partire dagli obiettivi: per un freelance come per una piccola azienda, è evidente che alcuni degli obiettivi più comuni nel settore elearning (e non solo) sono:

  • espandere la propria fetta di clienti (o la propria quota di mercato);
  • ottimizzare le risorse (ossia come produrre di più, riducendo i tempi di lavoro);
  • come abbattere i costi di gestione.

I tre obiettivi sono sostanzialmente la declinazione di un obiettivo sostanziale: l’aumento del fatturato netto, ossia del guadagno, in termini semplici. Infatti, si può ottenere un aumento del fatturato netto:

  • aumentando il numero di clienti (o il valore che ogni cliente nuovo apporta all’attività), proprio perché ci saranno maggiori incassi;
  • applicando delle strategie che ci facciano perdere meno tempo (e quindi denaro) nella produzione, come ad esempio ottimizzare i processi produttivi, selezionare a quali clienti dare la priorità e decidere per esempio a quali clienti di dire no, investire in un software o in una strategia che ci consente di abbattere alcuni costi etc…;
  • riducendo i costi di gestione, va da sé che il guadagno aumenta anche a fatturato

Per quanto il macro-obiettivo “aumento di fatturato” sia un obiettivo praticamente universale per i freelance e le piccole imprese, non sempre viene centrato sia per motivi connessi al naturale gioco della domanda e dell’offerta, che inevitabilmente seleziona solo alcune realtà a scapito di altre, sia perché dietro questo macro-obiettivo non sempre è presente il giusto mindset, il giusto insieme di atteggiamenti, comportamenti e strategie valide per ottenerlo.

Infatti, il più delle volte ci si ritrova invischiati in ciò che viene definita “la ruota del criceto”, ossia l’illusione che lavorando di più, si fatturerà di più: se ciò è vero in termini generali, è assolutamente falso una volta raggiunta una certa soglia di produttività.

Esiste una legge naturale detta della della produttività marginale decrescente, secondo la quale, per ogni ora lavorata in più, oltre un certo numero ritenuto accettabile, la produttività individuale si riduce. Quindi ogni ora lavorata in più – in realtà – apporta meno rispetto alle ore lavorate precedentemente.

In parole semplici, oltre un certo livello, non produci più, anche se cerchi di applicarti. Questo per ovvi motivi. Non si può essere freschi e produttivi dopo otto ore di lavoro al pari di come lo si è stati all’inizio della giornata, alla prima ora di lavoro. Questo capita anche a scuola: una cosa è sorbirsi una lezione alla prima ora, un’altra alla quinta o alla sesta ora! L’attenzione è minore, la stanchezza si fa sentire e la resa è naturalmente più bassa.

Quindi lavorare di più per ottenere di più non ha senso, non porta da nessuna parte, anzi ci costringe a stare sempre “sul pezzo”, a lavorare continuamente alla disperata ricerca di un risultato migliorativo che non arriverà mai. Proprio come il criceto che corre, corre in continuazione dentro la sua ruota, senza accorgersi di non aver fatto nemmeno un metro in avanti!

E’ evidente che il problema non è la quantità del lavoro, ma la sua qualità, ovvero come individuare quei comportamenti, quelle strategie, quella mentalità (ossia il mindset) idoneo per far sì che si lavori di meno, ottenendo di più. Sembra un paradosso, ma non è così.

La regola di Pareto 80/20 ci insegna – in modo trasversale perché abbraccia molti fenomeni sociali – che l’80% dei risultati di un sistema sono spesso determinati dal 20% delle azioni implementate. Allo stesso modo potrete verificare agevolmente che l’80% del vostro attuale fatturato è generato dal 20% dei vostri clienti.

Quindi, con la consapevolezza del fatto che bisogna intervenire sulle cause che generano il fatturato e non tanto sulla quantità di ore da dedicare al lavoro, è bene compiere delle riflessioni che forse sembrano lontane dal business, perché implicano aspetti più “umani”, ma che in realtà hanno un impatto sorprendente sull’andamento della tua attività.

Infatti, un buon business funziona se chi lo dirige ha un giusto mindset: senza di esso, ci si potrà affidare solo alla fortuna e, finché è benevola, si potrà sorridere, ma nelle difficoltà non si avranno risorse psicologiche per far fronte alla tempesta, ed è così che in poco tempo ciò che si era conquistato rischia di essere perduto. Oppure accade semplicemente che si rimane fermi ad un punto morto, non si arretra né progredisce e ci si continua a lamentare del fatto che nulla cambia, e che i nostri sforzi per migliorare sembrano inutili.

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