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Learning360 Masterclass: Mosaicoelearning presenta l’eccellenza italiana nell’elearning a Milano

L’evento Learning360 tenutosi a Milano, presso il Samsung District il 21 e 22 Marzo 2018, organizzato da MosaicoeLearning di Gabriele Dovis, costituisce senz’altro una tappa importante della storia dell’e-learning italiano e rappresenta al contempo un impegno e una speranza di diffondere le migliori pratiche di produzione dei contenuti digitali da un lato e di incentivare il panorama imprenditoriale italiano verso delle modalità di formazione online che siano più ricche ed efficaci.

Il programma dell’evento è ricco e le varie tematiche, essendo intrinsecamente complesse, non possono essere trasmesse nella loro interezza in così poco tempo, così l’occasione formativa diventa per lo più un potpurri di topics fondamentali per ogni instructional designer e content developer, anche se si avverte la necessità di interventi tematici e più specifici. L’occasione è servita a mio parere per lo più per avviare la costituzione di una comunità virtuale di professionals interessati agli hot topics del settore e sondare dunque l’interesse intorno alle migliori pratiche dell’elearning italiano: il primo nucleo di un centinaio di persone costituisce un punto di partenza su cui agire perché si possa diffondere nell’industria italiana la cultura per la formazione online di qualità, di cui i relatori hanno dato ampia prova, seppur sintetica, visti i tempi a disposizione.

Particolarmente interessante è stata la visione di alcuni case study, realizzati per importanti marchi del settore moda (e non solo), in cui l’aspetto formativo è stato intrigantemente confezionato in linea con la ricercatezza che il marchio imponeva, utilizzando a volte i materiali grezzi forniti dallo stesso committente, a volte materiali realizzati ad hoc dagli esperti di Mosaicoelearning. L’utilizzo dei video come intro all’interno dei learning objects e la costruzione di un player personalizzato con grafiche coerenti al messaggio veicolato dal marchio rappresenta la produzione di un unico oggetto in cui formazione e arte si fondono (specialmente nel caso di un marchio del settore moda).

Per saperne di più: www.formediaconsulting.it

Gli esempi forniti fanno ampio uso della gamification, ossia di un approccio che adotta la visione ludica orientata all’apprendimento efficace e che di fatto trasforma contenutisticamente e graficamente i contenuti da offrire all’utente finale, creando un ambiente in cui la dimensione del gioco, della sfida, della competizione o della collaborazione, assume un ruolo centrale, grazie all’impiego della metafora,  attraverso cui immergere l’utente in un contesto differente, il quale, attraverso attività di interazione, apprende quasi senza accorgersene, imparando cioè senza quello sforzo tipico dei classici corsi “clicca e vai avanti” cui spesso siamo abituati non tanto per mancanza di expertise da parte dei professionisti, quanto piuttosto per l’esiguità dei budget assegnati dai committente e da una visione piuttosto limitata delle potenzialità dell’e-learning che purtroppo persiste ancora nella piccola  media impresa italiana (salvo rare eccezioni).

Interessante l’intervento di Francesco Corso, già relatore del precedente evento Learning360 di Novembre 2017, il quale, con più dettaglio rispetto al suo intervento al Teatro Manzoni, ha illustrato una expertise-chiave necessaria per sviluppare dei prodotti e-learning di eccellenza, ossia un’estrema cura grafica, che non sia solo fine a  se stessa, ma sia portatrice di un messaggio coerente con il brand del committente: l’analisi dei colori, l’applicazione di uno schema-colore coerente, la costruzione grafica dei singoli elementi dell’interfaccia, le scelte relative al testo e alle immagini, rappresentano in parte delle applicazioni della grafica pubblicitaria, dove la cura per il dettaglio è la medesima: grazie a queste attenzioni il learning object abbandona le tradizionali spoglie del tedioso contenuto da leggere, o al più della mera narrazione audio che accompagna delle “slide”, per confezionare dei contenuti accattivanti già alla vista, che in ogni loro elemento rimandano al marchio, alla comunicazione del brand.

La formazione non è più solo formazione, diventa gioco, arte, comunicazione: in pratica un’esperienza completa. Queste sono le basi per un e-learning vincente, che mantiene ciò che promette: l’elevato coinvolgimento dell’utente, sin da subito, sin dalle prime battute, garantisce un elevato livello di attenzione, che, grazie ai meccanismi di gioco e al percorso che si rifà ad un‘interessante metafora costruita sui contenuti grezzi, rimane elevato per il tempo necessario. Francesco Corso ha evidenziato come il principale compito del grafico – partner strategico di qualsiasi produttore di contenuti e-learning di eccellenza – è quello di assicurare con la cura dei dettagli e l’uso di una comunicazione visiva coerente al brand, l’attenzione dell’utente e portarlo “dentro” la sessione formativa.

Tuttavia ciò sarebbe insufficiente se non poggiasse su una base di principi e regole di progettazione rigorosi, a fronte dei quali costruire un percorso formativo interessante: è nella progettazione infatti che è necessario esplicitare la metafora che costituirà il filo conduttore di tutto il percorso, è nella progettazione che si dovranno esplicitare le dinamiche di gioco, le interazioni, è nella progettazione che si dovranno trasformare i contenuti grezzi e poco appealing in parole, immagini, musiche, attività coinvolgenti attraverso le quali veicolare ciò che si vuole che l’utente apprenda. E’ necessario allora che il content devoper sia affiancato da un’altra figura di rilievo, a carattere strategico, di pari importanza all’esperto grafico: l’Instructional Designer, ottimamente rappresentato in quest’evento da Vincenzo Petruzzi, anch’egli già presente nella precedente kermesse milanese, già noto come esperto di gamification in Italia, il quale ha illustrato le basi per la costruzione di un percorso formativo “gamificato”.

Petruzzi ha subito evidenziato come una buona progettazione poggi su fondamenta teoriche solide e non si tratti solo di un’attività “di routine”: il suo intervento, interessante sia per la parte pratica (purtroppo un po’ sacrificata, dati i tempi a disposizione), sia per la parte teorica, ha dimostrato come l’applicazione di principi relativi al modello “Octalisys” di Yu-kai Chou trasformi un banale corso tradizionale in una sfida interessante, facendo riferimento ad opportune meccaniche di gioco e analizzando, sulla base del destinatario potenziale del corso stesso, la tipologia di sfide da costruire. Facendo riferimento agli studi di Bartle sulle tipologie di player (in particolare al modello semplificato delle 4 tipologie di giocatore), la progettazione si trasforma in un’attività strategica essenziale per l’efficacia formativa, dal momento che ciascuno di noi possiede dei tratti psicologici differenti su cui è possibile far presa per far sì che il nostro livello di attenzione e di coinvolgimento sia elevato all’interno del “gioco”. Parliamo dei socializer, killer, achiever, explorer.

Importante anche l’intervento finale – in parte… a sorpresa! – di Gabriele Dovis, che ha chiuso la giornata osservando come la produzione e-learning rappresenti un’eccellenza italiana in grado di superare i confini nazionali e competere sui mercati esteri, a patto che si punti sulla qualità e si diffonda nel mercato italiano sempre più la consapevolezza che una formazione online di qualità è un investimento e non solo un costo. Gabriele ha ricordato come nella recente storia dell’e-learning italiano si sia assistito nel 2008 a una vera e propria “morte” del mercato per questo settore, a causa dell’errore strategico commesso anzitempo dalle aziende più importanti dell’epoca di affidarsi, per lo sviluppo dei corsi online, alle grandi aziende editoriali che in quel periodo non possedevano un know-how specifico e imponevano ai clienti dei costi non sostenibili: di qui l’idea che l’e-learning avesse fallito in Italia. La progressiva consapevolezza che l’elearning, per le sue peculiarità richiede competenze specifiche e una visione differente, ha favorito la recente rinascita del mercato, all’interno del quale Mosaicoelearning rappresenta certamente un leader player.

A conclusione dell’evento va detto che si avverte davvero la necessità di incontri di questo tipo, se non altro per l’utilità di poter analizzare e toccare con mano dei casi concreti, degli esempi di formazione online ben fatta: ho personalmente rappresentato ai tre relatori che, così come un bravo fotografo è stimolato e cresce attraverso la visione dei lavori dei colleghi che reputa migliori, così anche l’instructional designer, il content developer e il grafico possono attingere ai case study di un e-learning ben fatto, per elevare la qualità delle loro produzioni e contribuire alla crescita complessiva di tutto il settore. Spero che presto lo staff di Mosaicoelearning dia l’opportunità di visionare pubblicare alcuni materiali e renda possibile l’accesso ad alcuni casi studio, perché sono sicuro che moltissimi colleghi che per varie ragioni nomn hanno potuto prendere parte all’evento sono curiosi di conoscere e capire quali opportunità e sfide ci pone oggi il mercato. Al momento non si conoscono i prossimi eventi in programma. Ma quello che è certo è che vi saranno a breve interessanti novità: stay tuned!

Alla prossima dunque…e spero che il prossimo evento arrivi presto!

2 Comments

  1. Christian Branchi

    6 Aprile 2018 at 22:23

    Gentile Dott. Piave, le segnalo che il nome del Dott. Petruzzi da lei citato è Vincenzo

    1. Nicolò A. Piave

      7 Aprile 2018 at 20:43

      Mi scuso per il refuso, anche con l’interessato: ho già rettificato. Grazie per la sua segnalazione.

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